Auguri all’Arcivescovo per il 6° anniversario di presenza pastorale in Diocesi.

 Carissimo don Franco,
 
il sesto anniversario dell’inizio del tuo servizio episcopale nella nostra Chiesa agrigentina è una rinnovata opportunità per manifestarti coralmente la nostra gratitudine e il nostro affetto per il tuo prezioso ministero tra noi. Ti rivolgono questi auguri Presbiteri, Diaconi, Religiosi e Religiose, Consacrati, Seminario, Laici delle nostre comunità parrocchiali e delle Aggregazioni laicali.
Sono trascorsi sei anni dal tuo arrivo in diocesi. Il 17 maggio del 2008 eravamo in tanti ad accoglierti allo stadio Esseneto; la chiesa agrigentina, sempre arricchita da pastori generosi e pazienti, manifestava in modo corale la gioia per l’ingresso del nuovo pastore. Ci ha colpito subito il tuo sorriso, la tua spontaneità e la tua semplicità: Ti abbiamo accolto con le note della festa e dell’entusiasmo, come si accolgono le persone care e preziose. Da allora è stato un continuo susseguirsi di sguardi, di parole, di fatiche, di impegni.
Ti abbiamo visto spenderti generosamente per questa chiesa; non hai risparmiato per te neanche un giorno; sei entrato in una storia ricca e complessa con tante persone e altrettante speranze, con tanti segni di giovinezza e qualche inevitabile ruga. Un cammino intenso nel quale non hai perso occasione per metterti al nostro fianco come fratello e amico. Con estrema delicatezza hai voluto ascoltare la nostra storia, conoscere il nostro passato, visitare le nostre radici; hai manifestato attenzione per tutti, sacerdoti e laici, bambini e giovani, ammalati e poveri, immigrati ed emigrati. Ti abbiamo trovato lì dove Dio da appuntamento a tutti: nella vita di ogni suo creatura. Ci siamo presentati a te con le nostre povertà e con i doni di grazia ricevuti dalla provvidenza.
Non ci è stato difficile entrare in amicizia con te e con il tuo modo di essere pastore. Sappiamo che non sono gradite al tuo orecchio parole di elogio. Semplicemente insieme a tutti i fratelli e sorelle di questa Chiesa vorrei elevare il nostro “grazie, al Padre perché in te non si stanca di farci arrivare raggi di luce e di bontà.
Sei anni del tuo servizio alla chiesa agrigentina, un tempo ancora breve se lo guardiamo con il termometro degli uomini, un tempo prezioso se lo analizziamo con la lente di Dio. Un tempo nel quale Dio ci ha parlato, ha bussato al nostro cuore e ha voluto interrogare l’intelligenza e la coscienza di ciascuno. Diciamo grazie al Padre per lo stile del tuo lavoro improntato a semplicità, immediatezza e schiettezza nei rapporti interpersonali, positività e lungimiranza, capacità di sorridere e porgere la mano a tutti dal più piccolo al più grande, incoraggiare e spronare, incitare e sferzare, invito a guardare alla realtà con i suoi problemi e sguardo proteso verso un futuro migliore e più bello.
Grazie per la tua agenda fitta di incontri quotidiani con tutte le persone che a te si rivolgono per un aiuto o una parola di conforto; per la tua capacità di tessere il territorio per incontrare le comunità, i giovani, gli ammalati, i bisognosi, i presbiteri. Grazie per i tuoi molteplici interventi alla città e ai suoi governanti, chiari e a volte critici ma estremamente rispettosi delle persone e della verità, capaci di stare nella complessità delle situazioni per interpretare bisogni, disagi e speranze degli ultimi e dei più deboli. Grazie per i tuoi continui appelli a non parlare ma a vivere la carità, che è soprattutto ridare dignità ad ogni uomo, soprattutto agli ultimi e agli emarginati.
Grazie per il dono della visita del santo Padre Francesco alla nostra amata Lampedusa. Ci hai detto che nella visita del Papa ti è sembrato di “vedere Mosè che, con grande coraggio, si è messo davanti e ha invitato tutti a riprendere, segnandolo, il cammino. L’immigrazione è uno di quei segni che il Signore ci manda per orientare meglio la nostra vita verso di Lui.
Grazie perché in quest’ ultimo periodo, con la tua voce autorevole e ispirata, stai spronando la chiesa agrigentina ad un salutare rinnovamento, per essere tutti insieme corresponsabili di una nuova evangelizzazione, incoraggiandoci ad essere una chiesa in uscita, a sentirci missionari audaci ed intrepidi del Vangelo non solo con le parole, ma soprattutto con una vita trasfigurata dalla presenza di Dio. Grazie per la tua pazienza e silenziosa fatica nell’affrontare i problemi e le sorprese delle umane miserie che non mancano.
Preghiamo il Signore perché tu possa continuare ad amare questa chiesa che il Signore ti ha affidato e a edificarla col tuo sicuro magistero e con la testimonianza di una vita generosamente spesa per il bene di tutti, conservando nel cuore le amarezze, seminando speranza e attendendo che i frutti maturino.
Noi ti vogliamo bene e ringraziamo il Signore per il tuo servizio episcopale. E’ un dono grande che dobbiamo imparare a valorizzare sempre di più. . Chiediamo alla Vergine Santissima di donarti la gioia di una vita spesa per il Vangelo e per questa santa Chiesa agrigentina.
Auguri filiali e affettuosi per il tuo ministero episcopale e…… anche per il tuo compleanno. Ad multos annos.
,
Mons. Melchiorre Vutera – Vicario Generale
Fonte: www.diocesiag.it

Rispondi