Il Culto a Bivona

Dopo il ritrovamento delle ossa di Santa Rosalia iniziarono le ricerche per ricostruire la sua vita. Si scoprì che “nell’archivio del Vescovato Agrigentino ritrovate si fossero alcune scritture appartenenti ad una Chiesa che v’hà di questa santa in Bivona”. Queste scritture furono ritenute dal Cascini non veritiere, perché basate sui racconti della gente del luogo e non su evidenze storiche. Per cui si fece affidamento alle notizie raccolte da Padre Ottavio Gaetano, il quale comunque confermava che esisteva una chiesa a Bivona costruita a seguito di “un’apparizione della medesima Santa in tempo di peste, seguendone la liberazione, la qual Chiesa fu poi ampliata e che quivi era un gran sasso coperto di edera, avuto in venerazione per le grazie, che ne ottenevano gli infermi di mal di freddo & una immagine della Santa del 1494” (Cascini, p.164).
Scrive così il Cascini (pp. 15-16): “Provò Bivona questa protettione e amore della Santa con molto beneficio e gloria sua nell’occasione di una pestilenza universale, che danneggiò tutta la Sicilia e viene raccontata dal Fazello nel 1347 perciocchè fu celebre un’apparizione di S. Rosalia qui presso, fuori la Terra, sopra un gran sasso, fatta ad una fanciulla che nel torrente vicino lavava certe tele, avvisandola che i bivonesi sarebbero liberi dalla peste, se fabricassero a Santa Rosalia in quel luogo una Chiesa. Non si diede credenza alla relatione della rivelazione. Ma durando tuttavia il male, l’anno seguente ritornò la Santa a comparire ad un huomo degno di fede ed essendo questi creduto si fabbricò la chiesa in quel luogo ch’è presso la Terra pochi passi, e ne seguì la liberatione del male, onde con particolari orationi come protettrice l’invocano”.

Fino a qualche secolo fa, al centro della Chiesa, si conservava il sasso sul quale Santa Rosalia apparve. Ma essendo ritanuto miracoloso, i fedeli ne portavano via un pezzetto e di li a poco il sasso si consumo e ad oggi non c’è più traccia.
Del 1494 è invece un dipinto, oggi andato perduto, custodito nell’omonima chiesa a Bivona che raffigura Santa Rosalia con il bambino Gesù e la Madonna e i santi Pietro e Paolo.