Vita di Santa Rosalia

VITA DI SANTA ROSALIA

Sulla vita di Santa Rosalia poche sono le notizie certe che abbiamo a disposizione. La sua vita viene ricostruita attraverso agiografie, testimonianze tramandate oralmente e tradizioni locali. Per cui non possiamo avere molte certezze: d’altronde parliamo di una storia che risale al XII secolo, più di 800 anni fa.
Ciಠche ci limiteremo a fare in questo sito è cercare di ricostruire quanto possibile ricercando tra gli scritti (pre e post ritrovamento delle ossa sul monte Pellegrino) e tra le tradizioni orali tramandate nei secoli e giunte ai nostri giorni.
D’altronde ogni leggenda nasconde in sè qualche parziale, seppur distorta, verità .L’infanzia e la corte palermitana

Secondo la tradizione Santa Rosalia nasce a Palermo intorno al 1130 da Maria Guiscarda e dal Conte Sinibaldi, Signore della Quisquina e del monte delle Rose. Trascorse la sua infanzia presso la corte di re Ruggero II e fu ancella della regina Margherita, moglie di re Guglielmo I.
Scrive Juan de San Bernardo (1693) che “arrivata all’età  di dodici anni, unica ed erede di grandissimi stati, per assicurar con la succession la grandezza della lor Casa, per amentue le linee Reale, trattarono i Genitori di maritarla” (p. 13).
Lo stesso Juan de San Bernardo narra che un giorno Rosalia stava vestendo ed abbellendo una dama sua serva quando, prendendo lo specchio, scorse l’immagine di “Christo pendente in croce, coronato di spine, e bagnato il volto di sangue fresco, e vivo” (pag. 19, ibidem). Questi gli avrebbe chiesto di andare presso una chiesa, prendere la comunione e fare voto di perpetua verginità  per riceverlo come sposo.
Buttati i gioielli a terra e tagliate le bellissime trecce si recò presso la chiesa del Salvatore. Qui fece voto di verginità :
Io Rosalia fà  voto di Verginità  perpetua avanti alla presenza del mio Dio, e Signore; cui fin da quest’ora m’eleggo in Isposo, rinunziando al Mondo, ed a tutte le sue vanità ”.
Ritornata al palazzo la madre si prese d’ira, mentre il padre cercò di prenderla con le buone’. Dopo un periodo in cui le venne concesso di vivere in solitudine e vedendo che la situazione non si sbloccava, i genitori l’obbligarono a seguire il loro volere e quindi a sposarsi.
Rosalia decise allora di fuggire da Palermo per condurre vita eremitica in una grotta nel bosco della Quisquina.La fuga da Palermo e l’eremitaggio nei monti sicani

Fuggita da Palermo, Santa Rosalia giunge ai piedi di un monte,trascorse un periodo di eremitaggio presso una grotta che si trovava nel bosco della Quisquina.
L’incisione rinvenuta (come vedremo in seguito) presso tale grotta, fa intendere infatti che Santa Rosalia fosse figlia del “Signore della Quisquina e del Monte delle Rose”: il monte Quisquina ricadeva a due miglia dalla grossa terra di S. Stefano, il secondo lì dove poi sorse il ducato di Bivona (Pietro Sanfilippo, 1840), territorio che attualmente si trovano a nord della provincia di Agrigento, in particolare nei comuni di Bivona e Santo Stefano Quisquina.
La grotta si trova in un bosco che ricopre una montagna rendendola oscura e ombrosa. Juan de San Bernardo (1693) così scriveva: “[…] sì erano spessi gli alberi, folte, ed intricate le fratte, inaccessibili, e cunfuse le rupi; meritamente chiamata da gli Arabi col nome d’oscurità , che così suona Quisquina, o vogliam dir Cosquina (ch’era per l’addietro il più proprio nome) derivato dalla voce Arabica Coschin, che significa oscurità , ed orrore”. (p. 46)
All’interno della grotta vi erano “varie stanze, o nascondigli, tutti disuguali, ma tutti communicatisividendevolmentetrè loro” (p.48,
 ibidem).
Qui Santa Rosalia sceglie di stabilire la sua dimora. Portò con se “pochi libri spirituali, discipline, e cilici, e catenelle di ferro; & ad un gran fascio di setole; che con prieghi, e danari avea a gran diligenza procurato, è fin di tessersene una ruvida tonaca” (p.37,
 ibidem).

Il ritorno a Palermo: Santa Rosalia muore sul monte Pellegrino

Ad un certo punto Santa Rosalia abbandona la grotta della Quisquina per recarsi sul monte Pellegrino. Sul perchè di questa scelta Sanfilippo (1840, p. 19) scrive che ‘erasi divulgato per quei dintorni , che una donna menava in quella grotta vita solitaria e penitente’, il che doveva aver provocato un via vai di pellegrini e curiosi che potevano aver disturbato il suo eremitaggio.
Secondo la tradizione, Santa Rosalia morì il 4 settembre. L’anno della morte probabilmente sarà  stato il 1160, così come scriveva il Sanfilippo (1840): “la più comune opinione sostiene, che fosse tal morte accaduta l’anno 1160: così il Cascini, il Salerno, il Mongitore e quanti altri e prima e poi scrissero la vita di s. Rosalia” (p. 23).

 

Reliquia-Santa-Rosalia